19/01/2009
It's Tuesday again
Minialbum a cinque brani dello scorso anno per questa band sconosciuta ai più, curiosa in primo luogo perché originaria di Rostov, Federazione russa. Il sound alterna LCD Soundsystem a scorribande alla Trent Reznor, ad accenni di psichedelia, omaggi a Peter Green e accelerate brusche di chitarra che sconfinano decisamente nel rock. Un carnet musicale piuttosto ricco, che si sposa con più gusti, oppure strizza l'occhio in più direzioni, fate voi, ma che sicuramente si presenta accattivante, cancellando il luogo comune che in Russia o si fa prog oppure heavy metal. Una proposta senza tanti fronzoli, che non richiede un'attenzione mostruosa, né sforzi concettuali pesanti, e che ben si addice all'uscita da un'impegnativa giornata di lavoro. [... leggi ancora ]
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17/01/2009
Lavorare ad un sogno...
"Verso la fine della registrazione di "Magicâ€" eccitato per il ritorno alla produzione di suoni pop, ho continuato a scrivere. Quando il mio amico produttore Brendan O'Brien ha sentito le nuove canzoni, ha detto "vai avanti così! Ed è quello cha abbiamo fatto nel corso dell’anno successivo con la E Street Band, nelle pause dello scorso tour.
Spero che "Working on a Dream" abbia catturato l’energia della band, di quello che è stato uno dei più emozionanti tour che abbiamo mai fatto. Tutte le canzoni sono state scritte di getto, di solito utilizzato la prima versione, e tutti noi abbiamo avuto una grande carica esplosiva dall’inizio alla fine". Queste, le parole di Bruce all'indomani della pubblicazione [... leggi ancora ]
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16/01/2009
Merriweather Post Pavilion
Devo confessare il mio peccato originale: non amavo granché gli Animal Collective; come spesso accade, però, dopo la caduta c'è la redenzione, e per me è arrivata qualche giorno fa, quando mi sono imbattuto in questo disco, che non esito a definire un discone. Sì, perché a mio avviso, questo Merriweather Post Pavillion ce lo ritroveremo nella Top 2009. Creativo, stralunato, post-psichedelico, sperimentale, innovativo, rigoroso. Non so più che cosa scrivere su questa combo newyorkese, che supera quelle che secondo me erano sonorità troppo di nicchia per dare alle stampe un lavoro impeccabile. Poetico e struggente, in una parola, bello. Si riesce a godere perfino nel caos di un ascolto in iPod su un autobus affollato, e si viaggia - in [... leggi ancora ]
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13/01/2009
Il nodo Gordiano
La cosa più deprimente di questa ennesima guerra nella striscia di Gaza, è quel senso di impotenza che mi viene dall'aver ascoltato le notizie provenienti dal fronte. Nessun ritegno alcuno, nessun pudore nel chiamare questa vicenda col suo nome: guerra.
Quelli della mia generazione la guerra non la conoscono, al massimo hanno smanettato su qualche videogioco strategico o “sparoneâ€, ma la guerra – per i più fortunati di noi – è un ricordo dei “vecchiâ€, fame, difficoltà , ingiustizia. Le guerre di adesso sono, in un certo senso, più lontane, passano attraverso filmati alla televisione, si vede la devastazione di una bomba, le ustioni del fosforo, l'ambulanza, l'incendio, ma le persone [... leggi ancora ] Leggi
Quelli della mia generazione la guerra non la conoscono, al massimo hanno smanettato su qualche videogioco strategico o “sparoneâ€, ma la guerra – per i più fortunati di noi – è un ricordo dei “vecchiâ€, fame, difficoltà , ingiustizia. Le guerre di adesso sono, in un certo senso, più lontane, passano attraverso filmati alla televisione, si vede la devastazione di una bomba, le ustioni del fosforo, l'ambulanza, l'incendio, ma le persone [... leggi ancora ] Leggi
11/01/2009
Faber, amico fragile.
Sempre in bilico fra l'indifferenza per certe celebrazioni e il giusto riconoscimento, tocca a me oggi aprire il blog odierno che parlerà di Fabrizio De Andrè. Nulla da dire sulla sua vicenda musicale, basta aprire uno fra i mille siti internet a lui dedicati, per saperne vita, morte e miracoli. Non ne sarei nemmeno all'altezza. Mi interessa molto di più la vicenda umana, del mio amico fragile. Faber era un anarchico vero, anarchico e pacifista. Anche un credente, a modo suo. Non tutti lo sanno e questo perchè pochi, anzi, quasi nessuno, lo dice. Non lo dirà Mollica nei suoi servizi del TG1, non se ne parlerà stasera nello special a reti unificate che andrà in onda a casa di Fazio alle 20,10 su rai tre. De Andrè ha [... leggi ancora ]
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10/01/2009
Abril
Tra Francia e Brasile, tra bossa e shoegaze, ballate e malinconia, saudade e rock leggero ma non per questo meno profondo. Questo e molto di più è Jan Felipe, scoperta felice in tutti i sensi - nomen=omen - di questo primo squarcio di 2009. Attivo sia su FaceBook che su MySpace, questo artista si propone come un'efficace sintesi tra generi e con un'immediatezza da altri tempi. Chitarra semplice eppure insieme tappeto sonoro mai banale, voce che evoca spiagge invernali, a dispetto del sound tropicale, mai una concessione a quella fusion che troppo spesso inquina la musica verdeoro. Radici affondate in profondità in un pop-rock tanto colto quanto sofferto, Jan Felipe ha le qualità per piacere subito e per passare anche la prova di un ascolto [... leggi ancora ]
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09/01/2009
Che possiamo fare?
Spesso ci domandiamo: "Allora? Cosa posso fare?" E la domanda, che sottende una forza di carattere fuori del comune, può trovare due canali di risposta. Il primo è fare direttamente, il secondo, indirettamente.
Dal momento che l'abitudine alla delega, gli impegni lavorativi o familiari sono molteplici, ecco che la seconda prevale sulla prima.
Ci hanno scritto gli amici della associazione Coopi. Promuovono progetti in tanti posti del mondo dove manca l'essenziale. E' vero. L'informazione italiana dimentica presto, addirittura sorvola sulla maggioranza delle popolazioni e delle crisi umanitarie. Non lo fa per cattiveria. Qui si pensa che oltre cosiddetto Occidente ci siano le Colonne D'Ercole.
Questa è la [... leggi ancora ] Leggi
Dal momento che l'abitudine alla delega, gli impegni lavorativi o familiari sono molteplici, ecco che la seconda prevale sulla prima.
Ci hanno scritto gli amici della associazione Coopi. Promuovono progetti in tanti posti del mondo dove manca l'essenziale. E' vero. L'informazione italiana dimentica presto, addirittura sorvola sulla maggioranza delle popolazioni e delle crisi umanitarie. Non lo fa per cattiveria. Qui si pensa che oltre cosiddetto Occidente ci siano le Colonne D'Ercole.
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08/01/2009
Una preghiera per i bambini di Gaza.
Bradley Burston è un editorialista del quotidiano progressista israeliano Haaretz. A novembre una sua provocazione immaginava un futuro presidente israeliano arabo. Non tutti hanno sorriso. Ieri era on line questa sua preghiera per i bambini di Gaza
“A Jew's prayer for the children of Gaza By Bradley Burston If there has ever been a time for prayer, this is that time.
If there has ever been a place forsaken, Gaza is that place.
Lord who is the creator of all children, hear our prayer this accursed day. God whom we call Blessed, turn your face to these, the children of Gaza, that they may know your blessings, and your shelter, that they may know light and warmth, where there is now only blackness [... leggi ancora ] Leggi
“A Jew's prayer for the children of Gaza By Bradley Burston If there has ever been a time for prayer, this is that time.
If there has ever been a place forsaken, Gaza is that place.
Lord who is the creator of all children, hear our prayer this accursed day. God whom we call Blessed, turn your face to these, the children of Gaza, that they may know your blessings, and your shelter, that they may know light and warmth, where there is now only blackness [... leggi ancora ] Leggi
06/01/2009
Un dia
Etnica, corrosiva, minimale, futistica, postumana: dell'argentina Juana Molina si dice tutto e il contrario di tutto. E in effetti, di fronte a un suono così personale e coinvolgente c'è da rimanere a bocca aperta. Continuano in Sudamerica a uscire talenti che riescono a mettere insieme elementi tradizionali e sperimentazione post rock, e la notizia è più che intrigante. Nel caso di Un Dia siamo di fronte a un disco che non può lasciare indifferenti, tanti sono i riferimenti che troviamo nel pentagramma, alcuni fra i molti quelli a Philip Glass e a certi ballabili ethnopop ai quali ci sta abituando M.I.A., il linguaggio basico eppure così compendioso di Laurie Anderson e di Valet. Un'esperienza avvincente, da ascoltare e riascoltare.
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05/01/2009
I nostri figli ci accuseranno
FONTE:www.terranauta.it
Articolo di Elisabeth Zoja
A inizio dicembreè uscito un film che ha riempito le sale francesi tutti i giorni della settimana. Non si tratta dell'ultima trovata di Hollywood, ma di un documentario sull'utilizzo dei pesticidi e sulle conseguenze per salute e pianeta. Il regista Jean-Paul Jaud presenta un piccolo progetto locale per poi illustrare la situazione agricola in Francia e nel mondo intero.
I nostri figli ci accuseranno, il titolo è cinico, però il documentario comincia con un senso di speranza: all'inizio del 2007 la mensa delle elementari a Barjac passa al biologico.E' stato il sindaco del paesino ai piedi delle Cévennes, nel sud della Francia, a prendere l'iniziativa: [... leggi ancora ] Leggi
A inizio dicembreè uscito un film che ha riempito le sale francesi tutti i giorni della settimana. Non si tratta dell'ultima trovata di Hollywood, ma di un documentario sull'utilizzo dei pesticidi e sulle conseguenze per salute e pianeta. Il regista Jean-Paul Jaud presenta un piccolo progetto locale per poi illustrare la situazione agricola in Francia e nel mondo intero.
I nostri figli ci accuseranno, il titolo è cinico, però il documentario comincia con un senso di speranza: all'inizio del 2007 la mensa delle elementari a Barjac passa al biologico.E' stato il sindaco del paesino ai piedi delle Cévennes, nel sud della Francia, a prendere l'iniziativa: [... leggi ancora ] Leggi
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