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l'archivio delle nostre trasmisioni dal 2006

02/12/2007

Last call for "L'Ambito"

 

Mi dispiace solamente che oggi sia l'ultimo giorno di programmazione a Roma al Teatro Aralia per lo splendido "L'AMBITO", una piece in bilico tra danza e teatro con la splendida colonna sonora scritta dagli Epsilon Indi. Una quarantina di minuti appena in cui i due protagonisti si muovono sull'onda dei suoni con impeccabile precisione, intervenendo con un recitato scarno ed affascinante. La cosa che mi ha colpito è proprio la perfetta armonia tra la colonna sonora, un unico brano appunto, su cui Patrizia Cavola e Ivan Truol danzano e recitano in perfetto sincrono.

Che dire della danza leggera e pure vigorosa di questi artisti che, malgrado la loro lunghissima ed apprezzata esperienza, ancora non trovano il [... leggi ancora ]

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01/12/2007

INCIUCIO O ACCORDO VIRTUOSO ?


Da quando è stato introdotto il principio del bipolarismo del quadro politico sia a livello nazionale che locale, in Italia c'è stata una proliferazione incontrollata di sistemi elettorali, alcuni dei quali davvero strampalati, come quello attualmente in vigore per le elezioni politiche (la cosiddetta "legge elettorale porcata" di alderoli).

La logica politica imporrebbe che se si vogliono scrivere regole durature e capaci di garantire la governabilità, si debba trovare un accordo molto ampio tra la gran parte dei partiti, sia di maggioranza che di opposizione, cando per quanto possibile un punto di sintesi orientato non tanto a favorire questa o quella coalizione, quanto la ssità di garantire un governo [... leggi ancora ]

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30/11/2007

Benigni il giorno dopo

 Il giorno dopo Benigni, l'aria è diversa ammettiamolo. Non si parla d'altro e per una volta si parla di un argomento sano. Non so esattamente perché ma non ho mai amato incondizionatamente Benigni, ma certo dopo averlo visto in azione qui a Roma al tendone di Piazzale Clodio, sono rimasto senza parole. A tutti raccontavo la mia esperienza, dicevo non l'ho mai amato ma dopo le sue quasi tre ore di spettacolo mi devo inchinare alla sua grandezza.
Una volta tanto la televisione fa il suo mestiere, racconta, mette alla portata di tutti una cosa grande. È stato un evento storico, una scossa per il nostro paese preso negli interessi di bottega, nelle corporazioni e allo sbando con uno straccio di ideologie fasulle.
Una delle [... leggi ancora ]

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30/11/2007

Peter Green's Fleetwood Mac (1968)

Altro album d'importanza capitale, non solo per l'English blues, ma per tutta la musica che verrà dopo. La formazione:

Peter Green - voce e chitarra Jeremy Spencer - voce e chitarra John McVie - basso Mick Fleetwood - batteria

Una leggenda, insomma, con quattro artisti veri, uno dei quali pochi anni dopo avrebbe dato alle stampe un capolavoro: The end of the game. Nel primo album dei FM, invece, tuto è essenziale, tirato all'osso, musica primeva che ci scortica le ossa. Se cercate i FM commerciali, quelli che saturarono anni '70 e '80, avete sbagliato indirizzo. Provateci, per un paio di giorni, a saturarvi di questi suoni: Fleetwood Mac, Savoy Brown, Ten Years After, Yadrbirds... Scoprirete gemme che, dopo, vi sarà [... leggi ancora ]

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29/11/2007

mirrorandart.com

 A metà tra Topolino, Dan Browne, la Bibbia ed esoterismi vari, mi sono imbattuto in un sito che, tra fascinazioni e misteri, rilegge la storia biblica.

 

Su che basi? Nientemeno che una particolare rilettura delle pitture dei grandi artisti contenute, in gran parte, nei Musei Vaticani.

Rilettura ispirata al e dal filosofo Filo di Alessandria. Una materia complessa dunque che, qui ed ora, tralascio volentieri. Ed arrivo subito alle conclusioni che riguardano dunque il come rivedere quei quadri, e chissà quanti altri.

Basta uno specchio. Sono sobbalzato sulla sedia, all'idea. Già, uno specchio, l'elemento magico di tutte le fiabe per [... leggi ancora ]

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28/11/2007

The family that plays together (1968)

Album-capolavoro della formazione losangelina guidata da Randy California, famosa per avere collaborato con Jimi Hendrix e per avere rappresentato per molti una sorta di alternativa al San Francisco sound dei Jefferson Airplane. Lavoro seminale, ci si incontrano sonorità che spaziano dal blues al rock al folk a qualche sprazzo di prog,  in un curioso parallelo coi Jethro Tull. Musica apparentemente meno immediata e più cerebrale di quella dell'aeroplanino Jefferson, ma certamente ricca di spunti che sono nettamente calati in un certo periodo storico. Musicalmente, un lavoro molto curato, che si fa ascoltare con piacere anche a quarant'anni o giù di lì di distanza. Da consigliare a chi crede nelle cosiddette "formazioni [... leggi ancora ]

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26/11/2007

LA DISILLUSIONE E LA PAURA

  

La Disillusione e la sua figliastra la Paura sono cresciute con noi. La mia generazione, quella che ha fatto le scuole superiori negli ultimi anni settanta, le ha scoperte piano piano, passando da una infausta goliardica certezza di cambiamenti e di onnipotenza fino ad approdare ai loro scheletrici scogli.

Poche domeniche fa ho rivisto, per compleanni di figliolanze, alcune coppie di amici che non frequento più da troppi anni. Li ricordo combattivi, ironici, sguardi fieri e severi, di sinistra. Li ho rivisti diversi. Diversi negli sguardi, più miti, diversi nella combattività, assente, aggrappati, alcuni, all'ironia che, da sola, non basta. C'è stato un episodio rivelatore [... leggi ancora ]

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26/11/2007

Sighs Trapped by Liars

Folk-rock e psichedelia, il piatto condito con un po' di indie-rock. E' la ricetta di Red Krayola per questo lavoro targato 2007 che si candida a una posizione assai alta nella classifica annuale. Un ritorno in pieno stile tradizionale, con sonorità che ci riportano indietro nel tempo e contemporaneamente ci fanno capire l'attualità della lezione zappiana. Sia pure nell'estrema diversità stilistica, un gruppo che a me fa venire in mente Père Ubu e una creatività che non conosce confini. Bellissimo.

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25/11/2007

The bragg and the cuss

Un altro epigono di Elliott Smith, in ogni caso un'altra grande voce del songwriting americano. Ex cantante dei Waxwing, Rocky si sposta dall'emocore a un genere molto più morbido, a metà tra il folk-rock e il country-blues, esplorando sonorità che lo portano vicino al miglior Johnny Cash e senz'altro ai Wilco. Molta meno drammaticità che in passato, un lavoro che riconcilia con la pace e con le emozioni vere. Da segnalare una bellissima canzone: Whiskey Straight e Silver Trees. Basta questo a fare del disco una chicca rara. Da consigliare caldamente.

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24/11/2007

Aldo moro: una tragedia italiana?

Giovedì scorso ho visto al teatro Eliseo di Roma, Paolo Bonacelli in "Aldo Moro Una Tragedia Italiana", un testo di Corrado Augias e Vladimiro Polchi basato sulle lettere scritte dal Presidente della DC durante i 55 giorni di prigionia tra il 16 marzo e il 9 maggio 1978.
Vi dico subito che lo spettacolo non mi è piaciuto molto, l'ho trovato molto poco teatrale e molto giornalistico-documentaristico, una scena statica, filmati, un narratore e la figura di Moro interpretata senza la necessaria forza, senza il pathos necessario.
Mi ci soffermi perché nel 2008 ci troveremo nel trentennale di un evento che ha segnato profondamente la storia del nostro paese, è una traccia così profonda che, vedrete, se ne diranno molte, nel [... leggi ancora ]

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