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Un voto a favore.

Di: Franz Andreani | 25/10/2009
Ci siamo: oggi si vota per le primarie del PD, tutti possono andare nei seggi e scegliere il nuovo segretario del più grande partito di opposizione. Fin qui tutto sembrerebbe giusto e limpido, ma a me, nelle settimane passate, sono venuti tanti dubbi, tante recriminazioni da farmi desiderare che questo giorno sia già passato.
Volutamente scrivo questo post tre giorni prima del 25, non ne posso più di questo clima di attesa, di questo scontro interno mascherato dalle elezioni, cercherò di spiegarmi meglio ma cercherò anche di farvi capire perchè poi andrò a votare.
L'impressione è un po' questa: a sinistra per far vedere che c'è democrazia, da contrapporre alla banda associata a delinquere che ci governa, si arriva a burocratizzarla, quindi gli iscritti vanno a votare nei circoli, poi eleggono i delegati al congresso, il congresso ascolta le prolusioni dei tre candidati poi parte la campagna elettorale e alla fine tutti votano. E c'è pure il rischio di un incerto ballottaggio, incerto perchè le regole sono state scritte volutamente poco chiare. Perchè tutti? E che io scelgo il segretario dell'UDEUR? Ma bisogna far vedere che è qualcosa di diverso, in realtà copre manovre di partito, a favore di chi, a che scopo?
Io mi iscrivo ad un partito perchè ne condivido la linea politica, l'idea, il modo di portarla avanti. Al PD non si sa perchè ci si debba iscrivere, la linea politica è sospesa quanto meno in attesa che si sbrogli la situazione del segretario, ci sarebbe addirittura uno statuto, ma vi siete mai presi la briga di confondervici? In realtà dietro ai tre candidati ci sono differenze di strategia politica, quali alleanze, con chi, a che prezzo, mentre i parlamentari, ho avuto la fortuna di avere una confidenza diretta, aspettano nel panico e navigano nella confusione facendo ciò che possono per arginare le assenze pilotate alle votazioni. Pilotate a quale fine e per chi?
Non sarebbe stato meglio una forza politica che avesse avuto la capacità di riaprire il dibattito tra gli iscritti nei circoli, e dai circoli su su fino alle province ai distretti al livello nazionale, portare avanti un'iniziativa politica e sociale e non solo una contrapposizione al governo senza prospettive, senza proposte per il dopo, senza costruzione per l'adesso: votare è solo l'inizio e abbiamo votato Veltroni e la sua linea, o sbaglio?
Poi c'è la storia poco chiara di Marrazzo, anche questa, se pur involotariamente, avrà delle ripercussioni sul voto per l'appoggio dato dal governatore del Lazio a Bersani. Per inciso, si tenterà con successo di far passare una vicenda personale, forse un po' piccante, coma qualcosa di paragonabile alle storie del premier, caratterizzate quest'ultime da scambi di favori e corruzione.
Una riflessione faceva oggi un compagno del PCI della prima ora; ma se le primarie dovessero ribaltare la scelta fatta dagli iscritti, che ricordo è per Bersani, quale grande confusione avverrebbe nel partito?
Per quanto vi sembri assurdo una forza di sinistra malandata e contraddittoria ci serve eccome, deve poter accogliere le istanze di un mucchio di gente che perde il lavoro, imprenditori compresi, deve scrollarsi le idee un po' stantie e tornare dentro le fabbriche e i luoghi di lavoro e far sì che la tutela dei diritti tra i lavoratori sia uguale per tutti, che non vi siano lavoratori superprotetti e lavoratori abbandonati a se stessi. Ci sono molte persone che si stanno seriamente impegnando al di là dei giochi della segreteria, degli equilibri e delle alleanze, si impegnano perchè ci credono ed è per loro, per le fabbriche per la gente senza lavoro per i precari veri ed i lavoratori finti, per l'ISTAT privatizzato, per i lodi, gli scudi, il marcio, le bugie, le sabbie mobili che andrò a votare.

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