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il 2027 dei buoni propositi

di Franz Andreani e Fulvio Savagnone

Un anno nuovo, o meglio una nuova stagione, la 21ª, sta partendo proprio oggi, 14 settembre, e ci ritrovate qua sulla vostra podradio preferita e di fiducia, più o meno felici, più o meno inquieti, sicuramente attenti e ricettivi. Questa è l'impressione che ho ricavato quando ho mandato il messaggio a tutta la redazione per chiedere come ci sentissimo.

La cosa che mi colpisce è il passare del tempo, una banalità da inizio anno, mi rendo conto, eppure è un lampo che porta con sé una "mucchia" di cambiamenti.

Lo scorso anno eravamo alle prese con il debutto presso il grande pubblico dell'intelligenza artificiale, ci stavamo chiedendo come usarla, qualcuno di noi ci faceva perfino le sigle dei podcast, con risultati a dir poco esilaranti. Oggi, ed è passato solo un anno, ci siamo resi conto della misteriosa potenza e del potenziale impatto distruttivo che gli algoritmi generativi possono avere sulla nostra esistenza sulla terra. Ne siamo forse rimasti colpiti e abbiamo cercato di approfondirne la conoscenza, per averne maggiore consapevolezza.

Poi ci sono le ingiustizie, macro e micro, che si sono affollate in questo anno in cui molti nodi stanno venendo al pettine. Ma ci sono anche le cose belle — a queste mi attacco con forza — le relazioni, le persone che compongono il nostro mondo, tutto lo spazio che ci circonda. Questo spazio ce lo portiamo appresso, ognuno a suo modo, nei podcast che rappresentano la summa delle nostre colonne sonore e che compongono, azzardo, parte della colonna sonora della vostra giornata.

Lo ricordo sempre, ogni anno: noi abbiamo questo strumento, la radio, pensata e realizzata ancora in modo “tradizionale”, antico direi, con un rispetto massimo per la musica e per le parole, misurate e attente.

Con la radio e attraverso la musica, ciascuno a suo modo, ci rendiamo portavoce del tempo, senza essere universali, senza avere ragione, senza imporci, descrivendo il nostro mondo, lo spazio che ci circonda, attraverso musica e parole.

Mi sarebbe piaciuto tanto essere un musicista e invece, visto che non lo sono, sono un conduttore radiofonico. Ed è bello per me quando qualcuno mi chiede: “Fai ancora la radio?”. E io, fieramente, rispondo: “Certochessì”. E penso a voi dall’altra parte, ai mille modi in cui venite a conoscenza dei nostri podcast e ve li ascoltate nelle più disparate situazioni. Perché il bello della radio, e non sono io a dirlo di certo, è che non ci devi stare davanti, non la devi guardare, ma devi solo metterti in ascolto, ed altrettanto bello non sapere a chi il messaggio è rivolto perché è rivolto a tutti coloro che lo ascoltano.

E mi viene da pensare: se noi avessimo una maggiore capacità di ascolto, se fossimo in grado di prestare quell’attenzione che non giudica, non predica, ma che semplicemente accoglie, nel nostro piccolo e quotidiano, quanto cambierebbe questo mondo? Forse è questo, alla fine, il nostro buon proposito per il 2027: ascoltare.

***

Quando poco più di venti anni fa registrai il mio primo podcast per RadioRock.TO The Original mai avrei pensato che vent’anni dopo mi sarei apprestato a registrare il mio 458° podcast per la nostra XXI stagione (per non parlare di quasi 150 puntate di Droni & Bordoni e altre innumeri trasmissioni di arte varia, tra poesia, cinema e teatro e pure comicità demenziale).

Per venti anni sono andato alla ricerca di musica bella ed emozionante da ascoltare insieme, fuori dagli schemi commerciali e lontana anni luce dalla banalità. Lo stesso hanno fatto tutti gli altri di questa nave di pazzi e credo che ormai siamo ben oltre i 7000 podcast disponibili nel nostro immenso archivio.

Ma lascio tirare le somme di venti anni di RRTO all’incommensurabile Franz Andreani, quello che voglio dire io è quanto segue: ascolto ogni genere di musica (rock, pop, jazz, classica, world, elettronica oscura…) da sessanta anni (eh beh, che ci posso fare…) e sono meravigliato e felice allo stesso tempo che trovo sempre e ancora roba, appunto, bella ed emozionante da ascoltare insieme. Trovo meraviglioso e stupefacente che ci sono tanti, tantissimi artisti dalla creatività infinita, artisti umani, in carne e ossa, che anche affrontando difficoltà e facendo anche altri mestieri per campare, con sette note ancora mandano vibrazioni che risuonano nel mio cuore. Mi sembra il minimo ringraziarli diffondendo la loro musica e invitandovi a comprare i loro dischi.

Allora, ora torno a frugare nei negozi di dischi e nei pacchetti di dati della Rete, la settimana prossima tocca pure a me, chissà cosa vi propinerò… Come dicono quelli bravi, Stay Tuned to RadioRock dot TO!


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