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Festa del Muso 2025, tante buone ragioni per vederci lì

Di: Franz Andreani | 18/07/2025
Sarebbe bene dire Festa del Muso e non Muso Festival perché, malgrado ci sia effettivamente un palco, un impianto suona e luci adeguato, una serie di gruppi indipendenti che si alternano lungo le tre serate tra il 18 ed il 20 luglio, nell’animo di chi la organizza questa resta sempre la Festa, la Festa del Muso. Quindi Festa del Muso a Oriolo Romano, un borgo del 1500 che conta poco più di 4000 abitanti nel cuore della Tuscia, famoso per il Piano Regolatore con cui è stato realizzato il suo centro storico fin dal medioevo, e per la faggeta, patrimonio dell’Unesco e ad una quota decisamente inaspettata per dei faggi.
È dal 2002 che la festa esiste con solo 2 anni di pausa uno dei quali determinato dal covid, ed è così longeva, secondo me, perché è nata con uno spirito particolare che accomuna le persone che la animano; che è quello di divertirsi e star bene con le cose che piacciono ai Musi/e, la musica, la buona cucina, il bere bene, il piccolo artigianato, i libri; perché se i Musi e le Muse stanno bene, stanno bene anche i loro ospiti. C’è anche un altro concetto fondamentale che sottende alla festa e che spesso fa da paradigma alle scelte del Muso, fare tutto per fare bella la festa, cioè l’idea di festa viene prima di tutto, sta davanti a tutto, si lavora quindi per la festa, non per la musica o la cucina, ma la festa bella e ricca innanzi a tutto.
Potete ben immaginare che in queste 22 edizioni si siano succedute le generazioni, qualcuno è rimasto fin dall’inizio e tiene un po’ le redini dell’organizzazione pratica, ma ognuno dei tanti che sono arrivati, hanno dato il loro contributo e la loro impronta e forse anche un po’ la svolta al nome pensandolo anche come Muso Festival. Il sottotitolo – forse dovrei dire il nome in codice - della 22° edizione è “Fuoco e Fiamme”, tanto per sottolineare la grinta di un gruppo di persone che è in grado di attrezzare in pochissimi giorni e basandosi sul proprio lavoro, sulla creatività e la propria dedizione uno spazio con palco, cucina, wine bar, piccoli stand di artigianato locale, discoteca e libreria. Avete letto bene c’è anche una libreria con i libri scelti dal Muso grazie al supporto indispensabile della Libreria Straffi di Viterbo, una di quelle indipendenti, storiche ed intelligenti di cui in Italia ne esistono non tantissime. Quest’anno c’è il supporto anche di un paio di editori. È grazie alla Libreria che vi potrà capitare, oltre ad assistere aa delle presentazioni in tutti e tre i giorni della festa alle 18, quindi nella pre-serata, di vedere persone che si siedono con un libro e lo sfogliano o lo leggono, o bambini che fanno altrettanto.
Entriamo allora, prima di tutto a Oriolo Romano, una quindicina di chilometri a nord del lago di Bracciano, da sempre attrezzato anche per i camper. Una volta arrivati alla piazza del comune si scende di pochi metri e si varca l’ingresso della Villa Altieri che il Comune, qualche anno fa. ha coraggiosamente aperto alla cittadinanza e, neanche a dirlo, i primi ad organizzarci un pezzetto di festa furono proprio i Musi che, appena fu dichiarata agibile solo un’area iniziale visti gli alberi secolari che popolano la villa, installarono lì l’area wine bar, con il progetto di piazzarvi il palco e tutta la festa dall’anno successivo. La villa è suggestiva per i suoi alberi come detto, ma anche per i viali, la fontana, la casina di caccia, l’ampia radura iniziale che chiama allo stare insieme in mezzo alla natura.
Volutamente non ho scritto nulla della festa, avete il manifesto qui accanto che chiarisce gli appuntamenti, ma se una festa partita dalla buona volontà di un pugno di persone ha una vita così ricca e longeva, sicuramente val la pena di farci un salto: per il nome decidete voi dopo esserci stati se festival o festa.

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