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#TheOriginalToday

Oggi 15 giugno, ricorre il 40° anniversario della pubblicazione del primo studio album omonimo della band inglese Duran Duran, rilasciato dall'etichetta Emi.
I singoli estratti dall'album furono tre: "Planet Earth", uscito il 2 febbraio 1981,"Careless Memories",pubblicato il 20 aprile 1981, "Girls on Film" uscito il 13 luglio 1981.
L'album raggiunse il terzo posto nella classifica degli album inglesi e rimase nella top 100 del Regno Unito per 118 settimane, ottenendo lo status di disco di platino nel dicembre 1982.
La prima versione americana non ebbe successo, anche se l'album fu ristampato nel 1983 in seguito al successo del secondo album della band, Rio, e raggiunse il numero 10 sulla Billboard 200 US e trascorse 87 settimane in quella classifica.
Duran Duran fu certificato disco di platino dalla Recording Industry Association of America (RIAA) nel giugno 1985.
L'album è stato formalmente registrato nel dicembre 1980 in vari studi di registrazione a Londra (così come a Chipping Norton Studios) con il produttore discografico Colin Thurston poco dopo che i Duran Duran firmarono il loro primo contratto discografico con la EMI .
Nel mese di dicembre vennero incise Careless Memories e una nuova versione di Planet Earth presso il Red Bus Studio.
«Lavoravamo velocemente», dice John, «e tutta la nostra esperienza la riversammo in quelle prime incisioni. A volte stavamo in un orrendo hotel a Fulham, a volte tornavamo a Birmingham con la nostra Citrôen sgangherata. Mi ricordo anche del mio stupore quando capii che per incidere le linee di basso ci voleva davvero poco tempo. Fu mentre aspettavo gli altri che sviluppai le mie cattive abitudini!».
I due brani rispecchiano l'indirizzo musicale dell'intero album: una miscela di glam-rock, con una decisa base ritmica di ispirazione dance, chitarre suonate con piglio aggressivo, ma relegate in sottofondo in fase di missaggio e archi sintetizzati che penetrano ovunque. Careless Memories risulta un brano molto vicino alle sonorità degli Ultravox, che allora cavalcavano la cresta dell'onda, e si fa ambasciatore di una miscela molto riuscita di electro-punk.
Planet Earth resta tutt'oggi una delle prove più convincenti del gruppo. I synth iniziali conducono immediatamente a un ritmo disco, in cui la batteria viene spesso doppiata da percussioni e toms elettronici. Le chitarre sono aggressive, seppur lontane dal centro dello spettro sonoro, e il basso è suonato con la tecnica dello slap, ereditata dal bassista degli Chic Bernard Edwars, che consiste nel martellare le corde dello strumento col pollice. ln un primo momento, i Duran Duran avevano cercato di registrare la base ritmica di Planet Earth negli Abbey Road Studios, resi leggendari da Beatles e Pink Floyd. Roger Taylor cercava un suono particolare per la sua batteria e accettò di buon grado il suggerimento della Emi. «Pensammo che era perfetto, Kate Bush, i Beatles... tutti erano passati da lì, ma per noi fu un problema; volevamo un tamburo molto forte, con un suono preciso. Abbiamo iniziato nello Studio 2, dove i Beatles realizzarono il 90% delle loro incisioni; l'atmosfera era elettrizzante ma dopo un intero giorno speso a cercare questo incrocio di basso e batteria, un disco-sound, riuscimmo solo a registrare una cosa normale a metà tra Kate Bush e i Beatles!».
ln breve la canzone diventa l'inno di un neonato trend che si colloca a metà tra il futurista e il disimpegno del nuovo decennio.
Il disimpegno in contrapposizione all'emergenza sociale, dunque, intriso di echi lontani di decadentismo di fine Ottocento. E da subito i DD si avvicinano all'etica edonistica dei nascenti anni Ottanta, quando un'intera generazione, stanca della pressione mediatica che quotidianamente ripropone i pericoli della Guerra Fredda, sceglie l'evasione come risposta.
Il brano viene scelto come primo singolo.
Il gruppo, grazie alla casa discografica, vanta una collaudata macchina promozionale. L'attesa per l'uscita viene montata ad arte con una serie di apparizioni importanti. Il 4 gennaio 1981, i Duran fanno da supporto agli Sweet sul palco del Lyceum di Londra. Il 16 gennaio, durante una pausa delle registrazioni londinesi dell'album, la band viene invitata alle Richard Skinner Sessions della Bbc Radio. ln questa prima apparizione radiofonica nazionale (di cui pare si siano persi anche i master) i DD eseguono quattro brani che sarebbero finiti sul loro 33 giri d'esordio: Sound Of Thunder, il brano dalle movenze più dance dell'album, che ripropone, mediante l'uso di un ossessivo sequencer/arpeggiatore, sonorità di stampo moroderiano; Anyone Out There, un brano di chiara impronta rock, meno ballabile, che ripresenta al basso la tecnica Slap e che, creando in apertura un effetto volutamente anacronistico, propone l'uso del mellotron; Careless Memories e, infine, Friends Of Mine, una canzone di ottimo gusto melodico, in cui la chitarra suona molto chiara. Per quest'ultimo brano Andy Taylor concede un assolo finale che rimanda a sonorità esotiche mai prima adottate.
La Emi si mostra particolarmente coraggiosa nella scelta del secondo singolo: Careless Memories, brano che strizza l'occhio più alle atmosfere punk che alla dance e che raggiunge solo il 38esimo posto in classifica. Sulla copertina, un misterioso ritratto di un'amica di Malcolm Garret, grafico della band. Nessun mix viene registrato per questo singolo, abbastanza rockeggiante, spalleggiato da un brano inedito molto interessante e di grande atmosfera: Khanada. Nella versione extended del singolo la band cede alla tentazione delle cover e incide Fame, brano composto qualche anno prima da Carlos Alomar, John Lennon e David Bowie e che rappresenta il primo numero uno del Duca Bianco nelle classifiche angloamericane.
Con l'uscita del secondo singolo, i Duran non raggiungono la top ten, fino alla pubblicazione di Girls On Film in estate, che riesce nel miracolo di fare alzare le vendite dopo il flop commerciale di Carless Memories. Il brano fu scelto dalla band che dimostrò una maturità artistica e una consapevolezza non indifferenti. L'album e il terzo singolo si piazzano infatti al quinto posto nelle chart inglesi. «ln Australia e in Asia», ricorda John, «grazie ai video, le cose andarono ancora meglio. Singapore ci diede il primo disco d'oro, l'Australia il primo numero uno. Capimmo allora l'importanza dei video, ci ricordammo di quando la Emi ci disse di girare questi mini-clip che ci avrebbero fatto risparmiare un sacco di tour per sfondare all'estero».
Già nello stesso mese della pubblicazione dell'album (giugno 1981) i Duran erano diventati la prima boy band della storia con la differenza che, all'epoca, produzione, look e musica erano tutte nelle mani dei cinque musicisti e non dei rappresentanti dell'industria discografica, come accaduto negli ultimi 30 anni.
L'album Duran Duran viene lanciato anche negli Usa (su etichetta Harvest) inserendo la «night version» del primo singolo, una lungaggine che elimina la traccia To The Shore. Quando, dopo qualche mese, il disco viene ristampato per una diffusione migliore (su etichetta Capitol), la traccia persa torna al suo posto. Questa versione dell'album statunitense è l'unica a contenere tutte le canzoni originarie del primo 33 giri duraniano. Nel 1983, infatti, la Capitol ristampa Duran Duran, sostituendo ancora una volta To The Shore con il singolo di lancio in quel periodo, Is There Something I Should Know.
Al contrario di quanto sarebbe successo per i gruppi emergenti futuri, il primo anno di discografia dei Duran non è di grande impatto commerciale: il solo singolo in top five e l'album che aveva venduto discretamente — recuperano il tempo perduto nel medio/lungo periodo, senza quell'exploit iniziale tipico delle teen sensation.
A dominare il panorama dei singoli più venduti sono i gruppi new wave che hanno iniziato qualche mese prima dei cinque di Birmingham: i Soft Cell, gli Human League, Adam And The Ants, arrivati al numero uno con composizioni synth-pop divenute celebri.
Il disco, oggi come quarant'anni fa, appare una miscela di suoni e immagini ancora viva e frizzante. Un inno generazionale, che attraversa il tempo senza invecchiare.


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