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IL WWF E LA CONFERENZA SUL CLI

  

"Ora il Governo decida in fretta: taglio emissioni e adattamento sono già una realtà in altri paesi
Il ritardo che stiamo accumulando sia sul taglio delle emissioni che sulle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici rischia di aumentare ancora se la politica non adotta con urgenza le scelte che già in altri paesi stanno producendo risultati evidenti.
Il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, che oggi concluderà a Roma la Conferenza sul clima, dovrebbe prendere a esempio i suoi colleghi Nicolas Sarkozy e Gordon Brown, assumendo le redini del coordinamento e dell'impulso alle politiche di riduzione delle emissioni e di 'messa in sicurezza dell'Italia'. L'Italia, uno dei paesi maggiormente a rischio clima, dovrebbe assumere la leadership in Europa per spingere, a livello internazionale, verso un accordo che porti a una vera e forte riduzione delle emissioni, quel taglio di almeno il 30% entro il 2020 e del 50% (80% per i paesi industrializzati) entro il 2050 che gli scienziati ci indicano come misura in grado di rallentare e, in prospettiva, arrestare il fenomeno.
Molti paesi d'Europa sono in pole position sulle tecnologie legate ad efficienza e sviluppo delle rinnovabili, l'Europa sta procedendo speditamente sui piani legati al taglio delle emissioni. Sulla riduzione delle emissioni, basta citare il "Climate Change Bill" del Regno Unito, pubblicato nel marzo di quest'anno, che disegna un'economia a basso contenuto di carbonio. O il Piano per un'economia a Emissioni Zero in Norvegia.
L'elenco dei paesi già impegnati prosegue con Finlandia, Spagna, (è dell'ottobre 2006 il "Plan National de Adaptacion al Cambio Climatico" messo a punto dal Grupo Interministerial de Cambio Climático), Olanda (su iniziativa del Primo Ministro), Francia (è nato nel 2001 un Osservatorio nazionale che ha già prodotto una Strategia per l'adattamento scaturita da un attento lavoro di concertazione. E poi Danimarca, Repubblica Ceca, Irlanda, Germania, Svizzera, Norvegia, Portogallo, Belgio, Slovenia. Interessante lo studio avviato in Norvegia quest'anno, "Le potenzialità e i limiti dell'adattamento", dove si sottolinea che comunque la capacità umana di far fronte agli effetti dei cambiamenti climatici, specie quelli più pericolosi, è sempre limitata (di qui l'assoluta necessità di tagliare le emissioni).
I possibili  risultati di questo approccio alle soluzioni per l'adattamento si possono sintetizzare con una semplice formula: investire 1 euro in natura (rimboschimento, rinaturalizzazione dei fiumi, delle coste, ecc.) consente di risparmiare fino a 7 euro che sarebbero investiti in opere artificiali e ingegneristiche (dighe, sbarramenti, ecc.)."

Evviva il WWF!


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