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Paolo Borsellino, la mafia, lo Stato...

Di: Gianpaolo Castaldo | 19/07/2010
Giorno importante oggi, giorno da non dimenticare, da tramandare ai figli, ai nipoti, alle giovani generazioni, per non far passare sotto silenzio uno degli eccidi più gravi della nostra Repubblica, Paolo e Giovanni, due magistrati lasciati SOLI da chi li doveva difendere, soli con le loro scorte, risucchiate dal vortice di quelle bombe che ancora oggi riecheggiano sinistre nelle nostre orecchie. Quelle immagini, l'autostrada devastata, le macchine ridotte ad un mucchio di lamiere contorte, e quel palazzo in Via D'Amelio, squarciato manco fossimo a Baghdad.... Paolo e Giovanni, le loro famiglie, i figli, i fratelli, le sorelle, i parenti delle vittime delle loro scorte, esseri viventi fisicamente, ma morti allo stesso tempo in quei giorni maledetti. E poi, quello schiaffo morale, quei calci alle loro statue, cadute in terra e spaccate a metà, quasi a volerli uccidere nuovamente. Oggi sul luogo del massacro, dove nella notte si è tenuta una veglia, si sono radunate centinaia di persone e sono state deposte corone e mazzi di fiori mentre un picchetto d'onore ha intonato le note del silenzio. La strage di via D'Amelio avvenne esattamente 57 giorni dopo l'attentato di Capaci in cui avevano perso la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Paolo Borsellino aveva 51 anni, da 28 anni era in magistratura. Era stato nominato procuratore aggiunto di Palermo dopo avere diretto la procura di Marsala. Aveva preso il posto di Falcone e sapeva che la sua vita era in pericolo. E Palermo? Indifferente, ha proseguito la propria giornata come se nulla fosse... il procuratore antimafia Pietro Grasso, arrivando in via D'Amelio, parlando dei recenti sviluppi delle indagini, ha detto: "Non ho mai sentito nominare servizi segreti non deviati. Questa ormai è una frase fatta che non rende bene quella che è la realtà. Abbiamo un problema morale ed etico di non lasciare mai nulla di intentato, di non verificato e controllato. Bisogna continuare sempre a cercare qualsiasi elemento utile alla verità". Ecco, bisogna non lasciare alcunchè di intentato, anche se sono passati 18 anni. Troppi.

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