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#TheOriginalToday

Oggi 13 novembre, 1981, viene pubblicato il primo album dei
New Order
, Movement, con etichetta
Factory Records
L'album si piazzò al numero 30 della classifica album in UK, dimostrando un tiepido successo commerciale.
Tuttavia, riceverà negli anni avvenire sempre più critiche musicali positive e verrà considerato uno dei dischi più importanti del 1981 ma anche il trait d' union tra il post punk dei
Joy Division
e il nuovo synth pop che da lì a poco si sarebbe diffuso nella musica elettronica inglese.
Il disco nasce subito dopo il suicidio di Ian Curtis; i membri rimasti decidono di continuare a suonare ma cambiano il nome della band.
Sul disco grava sicuramente un' aria malinconica pesante, che trascina le melodie di Peter Hook e la voce di Bernard Sumner verso suoni nuovi, maggiore uso di sintetizzatori, ma senza dimenticare lo stile oscuro e cupo del passato.
I riferimenti a Ian Curtis si trovano in due tracce, ICB e The Him.
Sulla stessa composizione lirica gioca ancora un ruolo importante il passato con Ian. Ceremony e In A Lonely Place sono gioielli ereditati dai Joy Division; queste due canzoni sono state scritte nelle settimane prima che Curtis morisse.
Tuttavia, nonostante questa continuità, Movement suggerisce e anticipa il suono tipico dei New Order che troveremo negli album successivi.
Tracce come Senses flirtano con motivi di chitarra più funky rispetto a quelli dei Joy Division.
Nella prima sessione di registrazione nascono Truth e Dreams Never Ends.
Successivamente, a supporto di Summer che doveva suonare la chitarra, la tastiera e pure cantare, nell'ottobre 1980 entra nel gruppo Gillian Gilbert, la fidanzata di Stephen Morris.
Questo aiuto permette alla band di dedicarsi molto di più al suono delle tastiere dando così una direzione stilistica futura molto più elettronica.
Nella seconda parte del songwriting la band si dedica all'elaborazione di canzoni come Mesh, Cries and Whispers, Procession e Everything's Gone Green.
Questo sarebbe stato anche l'ultimo lavoro della band in collaborazione con il produttore Martin Hannett, storico produttore dei Joy Division.
Hannett era entrato in conflitto con la casa discografica per controversie legali e inoltre continuava ad avere problemi per abuso di sostanze stupefacenti.
Proprio a causa dell' accoglienza tiepida da parte del mercato, i NO più volte avevano preso in considerazione un re-mixaggio del disco, ma in realtà non fu mai compiuto a causa di problemi sia finanziari che di tempo.
Movement è un album intrigante, grezzo se consideriamo la deriva elettronica in cui ritroveremo i New Order con i lavori successivi, ma essendo il lavoro di una nuova band rinata dalle ceneri della precedente, se per la critica fu spontaneo paragonare questo lavoro ai precedenti, per i fan dei Joy Division di allora fu difficile, se non quasi impossibile, accettare questa sorta di show most go on.
Ci sono momenti nel disco dove facilmente ritroviamo lo stile dei Joy Division e non solo nei testi che riguardano la solitudine e l' isolamento,
In Truth ad esempio, Bernard Sumner decide di imitare la voce del suo amico Ian.
Ma i New Order con questo disco compiono dei passi avanti, si rialzano indossando (come detto prima non sempre) nuove vesti.
In Senses si utilizza una batteria elettronica che conferisce un tocco industrial interessante alla canzone, mentre Chosen Time è quasi certamente la canzone che indica dove la band andrà dopo, il gancio principale all'elettronica ottanta.
Dreams never end apre il disco e indica la strada futura; èuno dei migliori brani NO di tutti i tempi e un' introduzione all'album completamente sbalorditiva. Racchiude da sola l'intero messaggio del disco: in una situazione così tormentata, così disperata, dopo aver lottato contro i propri demoni, possiamo ritrovare nuove energie, nuove spinte e trovare la strada verso il paradiso, che è forse meno difficile e doloroso del passato.
Due anni dopo, in Power, Corruption & Lies, il suono della band uscirà dall'ombra, mantenendo alcuni degli elementi pop dei vecchi tempi, ma abbracciando anche la felicità annegando in un mazzo di rose.
La copertina dell'album è stata disegnata da Peter Saville e si basa su un poster dell'artista futurista italiano Fortunato Depero .
La forma creata dalle prime tre righe è una "F" (situata sul retro), che fa riferimento a Factory Records / Factory Communications Limited e le due righe inferiori creano una "L" (situata sul davanti), il numero romano 50.
Il catalogo originale era FACT 50.
Il colore blu delle linee è stato scelto dalla band; le prime copie negli Stati Uniti avevano lo stesso design in marrone su sfondo avorio.
Tracce
Dreams Never End
Truth
Senses
Chosen Time
ICB
The Him
Doubts Even Here
Denial

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